22 Agosto 2019
  • 22 Agosto 2019
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18 Maggio 2019

Ted Bundy – il killer affidabile

By Letizia 0 625 Views

Se nella vostra rubrica, tra gli amici, trovaste il nome Ted Bundy, non esitereste a chiamarlo per fare da baby-sitter ai vostri figli. 

Così pensava il grande entourage di amicizie nella vita di Ted Bundy, chiaramente fino al 16 Agosto 1975, quando venne fermato dalla polizia dello Utah, perché col suo Volkswagen Maggiolino beige stava superando il limite di velocità consentito. Dopo aver trovato nell’auto degli indizi chiari e per il fatto che Ted corrispondesse all’identikit, venne arrestato col sospetto che fosse il killer che uccideva spacciandosi per un poliziotto.

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Ted Bundy nasce nel 1946 in una città del Vermont, dalla persona che per anni ha pensato essere la sorella. Proprio questo fatto potrebbe rappresentare la molla che l’ha spinto a uccidere in modo seriale. Figlio di una donna di ceto basso e un fantomatico marinaio. Ancora oggi però, permane la diceria che sia in realtà nato da un incesto.

Già da molto piccolo, Ted, da segni di squilibrio e soprattutto violenza. Uccideva piccoli animali e spesso parlava con presenze invisibili. Lui stesso,  nel corso dei processi, dichiarò di aver ucciso da adolescente una bambina di 9 anni, mai più ritrovata, ma il fatto non è mai stato in realtà confermato. 

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Ted Bundy era estremamente intelligente e affascinante, laureato in psicologia, si avvicinò al mondo politico dei Repubblicani. Negli anni curò anche le campagne elettorali di suoi influenti amici politici. Viveva in un mondo che non era il suo, viveva al di sopra delle sue possibilità e sognava di far parte del mondo elitario statunitense. 

Dai conoscenti e amici, veniva descritto come una persona molto affidabile, di cuore e molto gentile. Le sue donne lo amavano alla follia. E lo amarono anche dopo la scoperta della sua vera natura. Fuori dal tribunale, durante i processi, radunava un seguito molto numeroso di groupie, eppure lui odiava le donne, le torturava e uccideva nei peggiori modi possibili. 

Attirava le sue vittime trasformandosi in un invalido o un poliziotto, si comportava umilmente, sorrideva e spesso fingeva di essere in cerca di aiuto. La metodologia venne resa nota al cinema dal serial killer Buffalo Bill, nel Silenzio degli innocenti.

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Ancora oggi non abbiamo dati precisi, ma si pensa che dal 1974 al 1978 uccise tra le 30-50 donne. Durante i processi verità e finzione si mescolavano continuamente, era un oratore nato, la corte subiva il fascino di uno dei killer peggiori della storia

La sua amica Ann Rul, donna che gli finanziò un libro-raccolta di storie di omicidi, che poi si rivelarono essere i suoi, lo descrisse come “Il vero Male incarnato”. 

Le vittime scelte da Ted Bundy avevano sempre lo stesso profilo, quasi tutte universitarie, di buona famiglia, coi capelli castani e la riga in mezzo. Assomigliavano tutte alla sua ossessione, Stephanie Brooks, una upper girl americana, sarebbe come dire oggi una Kardashian.

Studiato oggi nelle università di psicologia, Ted Bundy viene ricordato come uno dei peggiori serial killer della storia dell’umanità. Le sue vittime venivano violentate, sodomizzate e poi uccise. Spesso le decapitava dopo la morte e teneva in casa le teste come un trofeo. Tornava anche sulla scena del crimine per abusare del corpo in decomposizione. Le vittime che possono ritenersi più fortunate, furono quelle uccise a bastonate nel sonno, senza un motivo. 

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Il giorno della sua condanna, il giudice Edward Cowart gli disse:

 “Si prenda cura di se stesso, figliolo. È una tragedia per questa corte vedere una tale totale assenza di umanità come quella che ho visto in questo tribunale. Lei è un uomo giovane e brillante, avrebbe potuto essere un buon avvocato. Avrei voluto vederla in azione, ma lei si è presentato dalla parte sbagliata”.

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La mattina del 24 Gennaio 1989, Ted Bundy venne giustiziato sulla sedia elettrica, nello stato della Florida. 

Il profilo psicologico di questo criminale è uno dei più complessi mai studiati. Una delle sue frasi più celebri durante i processi fu:

“Non voglio morire. Non ho intenzione di prenderti in giro. Mi merito la punizione più estrema che la società possa infliggere… Penso che la società meriti di essere protetta da me e da altri come me.”

A 30 anni dalla sua morte, possiamo già vedere nelle sale cinematografiche il film a lui dedicato, Ted Bundy: fascino criminale, interpretato da Zac Efron. 

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