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26 Settembre 2018

Rina Fort – La donna che massacrò la famiglia del suo amante

By Chiara Consorti 0 647 Views

Una normalissima cena in famiglia, una madre siede a tavola con i tre figli cercando di scaldarsi dal freddo dell’inverno che sta per arrivare: cosa potrebbe mai succedere di terribile? Probabilmente niente, a meno che non ci sia in agguato una donna piena di rabbia e di gelosia.

Caterina, detta Rina, Fort non aveva avuto una vita serena: il padre morto all’improvviso durante un’escursione in montagna, il fidanzato deceduto a causa della tubercolosi proprio poco prima del matrimonio, scoprì inoltre di essere sterile e, come se non bastasse, il giorno che sposò Giuseppe Benedet scoprì che il novello sposo aveva problemi psichici e venne in seguito ricoverato in manicomio. Tutte queste tragedie portarono Rina ad avere una sanità mentale compromessa e alla decisione di trasferirsi a Milano per ricominciare una nuova vita.

 

 

Qui nel 1945 Rina conobbe Giuseppe Ricciardi, un uomo siciliano, sposato, che aveva lasciato la sua famiglia al sud per cercare un po’ di fortuna nel lavoro al nord. Rina venne assunta come commessa presso il negozio di stoffe di Giuseppe e non passò molto tempo prima che nascesse del tenero tra i due. Iniziò così una vera e propria relazione seria, tanto che si presentavano agli occhi degli altri come marito e moglie.

La doppia vita di Giuseppe scorreva senza problemi, fino a quando arrivarono delle voci alla moglie Franca che senza battere ciglio partì per Milano con i suoi tre figli, decisa a riprendersi il marito. Di lì a poco Rina venne licenziata e la relazione clandestina finì. Rina però la prese tutt’altro che bene…voleva vendetta e riuscì ad ottenerla.

 

 

Nel 1946, alle otto di sera, durante una spensierata cena di una normale domenica Rina bussò alla porta di Franca con un ferro in mano: fu l’ultima cosa che Franca vide nella sua vita. Il giorno dopo si scoprì il massacro: i corpi di Franca, dei due figli di 9 e 5 anni e del più piccolo di 10 mesi vennero ritrovati in una pozza di sangue. Rina li aveva presi a sprangate fino ad ucciderli.

 

Quando gli agenti arrivarono sulla scena del crimine si pensò inizialmente ad una rapina finita male, ma un bicchiere con una macchia di rossetto rosso spinse il commissario Nardone a dirigersi verso una direzione diversa. Una settimana dopo il crimine, Rina Fort venne indagata per omicidio. Era così chiaro il movente passionale di quella strage che la polizia non ebbe bisogno di andare oltre. Fu infine la stessa Rina a confessare il massacro.

 

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