mar. Ott 19th, 2021

Reportage/pellegrinaggio nella Storia a Salamina e a Egina, isole di ninfe e di battaglie.

“Gli uomini si sono fatti donne e le donne uomini” si dispera Serse, re di Persia, nel vedere la sua flotta, molto superiore di numero, sconfitta ignominiosamente dai Greci a Salamina, e la sola regina Artemisia, alleata dei Persiani, battersi sulle navi come una leonessa. Quella battaglia del 480 avanti Cristo fu carica di destino: se avesse vinto l’Oriente, la civiltà occidentale che ci ha plasmato così come siamo oggi non avrebbe mai visto la luce, o si sarebbe sviluppata in modo del tutto diverso. Fu una svolta decisivo della storia insomma, come lo scontro di Poitiers del 732 d.C. Ancora prima dello storico Erodoto, a scriverne è stato Eschilo nella tragedia “I Persiani” da cui è tratto il verso che apre quest’articolo. Di passaggio, notiamo che quasi 2500 anni fa Eschilo ebbe verso il nemico un atteggiamento infinitamente più maturo di quello del film “300” nostro contemporaneo, che irride e sbeffaggia a più non posso Serse e i suoi Persiani: l’autore greco avrebbe potuto scegliere la via più facile, abbandonarsi al trionfalismo, disumanizzare i nemici, o ridurli a macchiette, e invece fa l’esatto contrario, assume il loro punto di vista, li tratta da persone con una psicologia complessa, i protagonisti della tragedia sono loro, e qui sta la grandezza di Eschilo.

L’isola di Salamina, che si trova a una mezz’ora di traghetto dal Pireo, il porto di Atene, ha un posto importante non solo nella storia greca come teatro di quella battaglia, ma anche nella mitologia greca come luogo di nascita di Aiace Telamonio, eroe di un’altra guerra, quella di Troia: fu il più valoroso dei Greci dopo suo cugino Achille. E appena un po’ più lontano, a un’ora di mare dal Pireo, l’isola di Egina propone altre leggende: in particolare, un complicato racconto di dèi e di ninfe che si conclude con la creazione dei Mirmidoni, che poi Achille portò con sé a Troia. In questo mito la dea Era (Giunone) stermina quasi tutto l’incolpevole popolo di Egina per vendicare le corna che le ha messo suo marito Zeus (Giove); ma un giorno o l’altro si dovrà pur mettere in discussione la cattiva immagine che hanno le dee nei miti classici, sono sempre lì a scatenare guerre per banali invidie tra loro, o ad affondare flotte per capricci da poco, o a far sbranare dai cani chi le ha viste nude per sbaglio; insomma ci vorrebbe un po’ di “cancel culture” per epurare i testi e ripulire la loro immagine.

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