sab. Set 25th, 2021

E’ arrivato il giorno di Asghar Farhadi, regista che aveva emozionato in passato con film come «Una separazione» e «Il cliente». In concorso anche «Petrov’s flu» di Serebrennikov

Asghar Farhadi torna in patria e ritrova il suo tocco personale: dopo la poco riuscita parentesi spagnola di «Tutti lo sanno», il regista iraniano riparte da una storia decisamente più nelle sue corde, che fa ripensare ai suoi lungometraggi migliori, da «Una separazione» a «Il cliente».

Presentato in concorso a Cannes, il suo nuovo lavoro «A Hero» parla di un uomo, Rahim, che si trova in carcere a causa di un debito che non è stato in grado di pagare. Durante un congedo di due giorni, cerca di convincere il creditore a ritirare la denuncia, ma le cose prendono una piega inaspettata. Rahim scopre che la sua ragazza ha trovato una borsa con delle monete d’oro: decide però che non è quella la strada per sanare il suo debito. Quando si diffonde la notizia, diventerà famoso e le persone faranno una colletta per aiutarlo.

Ancora una volta il cinema del regista iraniano ruota attorno a un singolo evento, decisivo per l’intera sceneggiatura, che genererà conseguenze imprevedibili e punti di vista differenti.Politicamente impegnato, «A Hero» è un film di grande responsabilità civile, che ragiona sul senso della giustizia e della morale, seguendo sentieri narrativi che possono far ripensare anche al già citato «Una separazione», il capolavoro dell’autore.Da un lato questo è un limite perché Farhadi gioca troppo sul sicuro, rischiando poco e lavorando su strade già battute in passato, ma dall’altro è indubbiamente una scelta coerente con la sua poetica e con il tipo di cinema che gli riesce meglio.Nonostante inizialmente fatichi un po’ a carburare, la visione risulta coinvolgente e riesce a crescere alla distanza fino a raggiungere il suo apice nel bellissimo finale.

Di admin

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