mar. Ott 19th, 2021

Dal regista di «Parasite», Bong Joon-ho, un lungometraggio potentissimo che arriva nei nostri cinema con 12 anni di ritardo. Tra le novità anche il giapponese «Wheel of Fortune»

Un vero evento nelle sale italiane: «Madre» di Bong Joon-ho (regista di «Parasite») arriva finalmente nei nostri cinema 12 anni dopo la sua prima apparizione al Festival di Cannes. Un’operazione simile era già stata fatta lo scorso anno con «Memorie di un assassino», altro lungometraggio del regista coreano datato 2003. Si tratta di un’occasione importante, non soltanto per scoprire un altro tassello della filmografia di Bong Joon-ho, ma anche per (ri)vedere sul grande schermo uno dei lungometraggi più potenti del cinema sudcoreano del nuovo millennio.

Al centro la storia di un ragazzo problematico, che viene accusato dell’omicidio di una studentessa. La polizia pensa di chiudere il caso velocemente, ma la madre del ragazzo si mette in mezzo e proverà a dimostrare l’innocenza di suo figlio.

Quarto lungometraggio di Bong Joon-ho, «Madre» è uno straziante e commovente ritratto materno, capace di far riflettere sia sui legami affettivi, sia sulle tante conseguenze che possono nascere dall’amore che una madre prova per suo figlio.L’omicidio, esattamente come in «Memorie di un assassino», è lo spunto narrativo che il regista usa per parlare di tante tematiche diverse, che arrivano a toccare l’etica, la morale e la diversità nel mondo di oggi: il figlio soffre infatti di un deficit mentale che lo porta a essere rifiutato da (quasi) tutti e accusato rapidamente per un delitto tanto grave.

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