ven. Dic 3rd, 2021

Al centro della vicenda due ex compagne di liceo cresciute ad Harlem che si incontrano 10 anni dopo ed entrambe provano a farsi passare da bianche

Nella New York degli anni Venti avere un colore della pelle anziché un altro non era un fatto propriamente secondario. Come sanno bene Irene (Tessa Thompson) e Clare (Ruth Negga), due vecchie compagne di scuola cresciute a Harlem, che si incontrano dopo una decina d’anni in un bar di Manhattan. Ad accomunarle, oltre ai vecchi trascorsi del liceo, c’è anche il tentativo di entrambe di farsi passare da bianche. Un escamotage che presto vacilla e che rappresenta il cuore di Passing: esordio alla regia di Rebecca Hall prodotto da Netflix (che lo distribuirà a partire dal 10 novembre) e passato, dopo il Sundance, alla Festa del cinema di Roma .

Girato per gran parte in interni, molto parlato, fotografato in un efficace bianco e nero che aggiunge ulteriore forza alla tematica razziale il film si regge sulle spalle e sul volto incipriato delle due protagoniste. Con Clare che mente anche nel privato, nascondendo le sue origini al marito John (Alexander Skarsgård ), e piano piano si inserisce nella vita, nella casa, nella famiglia di Irene. Sconvolgendola nel profondo. Fino all’epilogo finale, nel cortile di un palazzo della Grande Mela innevata per l’occassione, che rappresenta uno dei pochi esterni dell’intero lungometraggio.

Se la forza emotiva di Passing è fuori discussione quella cinematografica va un po’ a corrente alternata. Complice un montaggio abbastanza scolastico e una sceneggiatura senza particolari guizzi restiamo dalle parti del buon prodotto televisivo che il colosso mondiale dello streaming spesso è in grado di garantire. Senza arrivare però ai livelli di altri filme, pensiamo ad esempio a The Help o a Green book, che nel recente passato avevano insistito sugli stessi temi.

Di admin